18 Gennaio 2003   La regione finanzia il progetto della Centrale a Biomasse

La regione ha approvato il finanziamento della centrale a Biomasse per il comune di Pieve di Teco. La parola passa ora alla Comunità Montana Alta Valle Arroscia che dovrà stabilire i termini di realizzazione e costituire la Società incaricata della gestione.

La nostra opinione

 

14 Dicembre 2002   Approvato il progetto di ristrutturazione della Caserma S. Manfredi

L'ennesima ipotesi sul futuro della Caserma, che da un trentennio sovrasta la nostra piazza come un fantasma fatiscente, sembra incredibilmente instradata verso la realizzazione: Non più Polo scolastico Onnicomprensivo, come si dichiarò in un recente passato, bensì Centro congressi con annesso Asilo nido e scuola materna.

La cornucopia, o meglio il cilindro magico, dell'Obiettivo 2 (finanziamenti Europei) potrebbe questa volta gratificarci di un cospicuo contributo capace di rendere Pieve di Teco la prima sede congressuale della Valle Arroscia e forse della provincia.

E non basta! Poiché progetti siffatti devono a tutti i costi esaltare per la loro monumentalità, il progetto ingloba anche un centro museale da realizzarsi al pianterreno del fabbricato, un museo di arte sacra che si insedierebbe in Madonna della Ripa, e infine un centro informativo posizionato in quella brutta casupola a ridosso del nostro rinnovato e iperfrequentato parco (forse è meglio chiamarlo "giardini pubblici"?).

Il contributo che la regione dovrebbe rilasciare coprirebbe, nella migliore delle ipotesi, circa il 75% delle spese. Il resto a carico del comune.

Capiamo che è difficile frenare l'emotività di fronte ad offerte così vantaggiose. Resta però da riflettere, a mente tranquilla ed obiettiva, se davvero Pieve abbia bisogno di tutto questo.
E' una domanda più che lecita visto che il Comune, per coprire il restante 25%, deve indebitarsi di oltre un milione di Euro, cifra considerevole per i nostri bilanci. Non avanziamo ipotesi su quanto si potrebbe fare di più urgente con quel milione, ci pronunciamo invece con poche domande spontanee

  • Chi frequenterà la nuova sede congressuale affinchè non diventi un peso economico da mantenere senza una rendita (gli edifici non sopravvivono al tempo se non usati, e non abbiamo dimenticato i famosi mini-appartamenti della Caserma)
  • Chi pagherà il personale necessario a mantenere il museo ed il centro informativo? Forse il nostro "guardia" si farà carico anche di queste incombenze?
  • Chi ha valutato, prima di avventurarsi in altre iniziative di musei, il tornaconto delle Maschere di Ubaga?
  • Chi riempirà un asilo di 1500 mq? e con quale personale? (non è un errore di stampa! Proprio 1500 mq di locali)
  • Chi pagherà le bollette di corrente e riscaldamento di locali così ampi?

ed infine:

  • Cosa ci servirà tutto questo?

Capiamo sinceramente anche la premurosità dei nostri amministratori: nessuno vorrebbe la responsabilità morale d’aver rifiutato un contributo a fondo perso, nemmeno quando il denaro viene sprecato in realizzazioni destinate, nel migliore dei casi, ad un futuro abbandono. Nemmeno quando, in un paesino di 800 abitanti, un comune si indebiterà di 1 milione di Euro per un asilo di 1500 mq, un centro congressi ed un museo polivalente.

Nessuno vorrebbe questa responsabilità, ma è un dato di fatto che prima o poi qualcuno dovrà assumerla, per dovere civico, sul coraggioso rifiuto di un finanziamento o sulle conseguenze che ne deriveranno sul lungo periodo.